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New York a ottobre: la caccia alle borse di Trader Joe’s (e lo shock linguistico)

New York a ottobre: la caccia alle borse di Trader Joe’s (e lo shock linguistico)
Ragazzo con felpa verde acqua porta a spalla una shopper di tela Trader Joe's bianca e blu lungo una strada alberata

New York a ottobre: la caccia alle borse di Trader Joe’s (e lo shock linguistico)

New York è una città assurda, ma tornarci a ottobre con mia mamma Paola ha sempre il suo perché. Siamo state lì solo 5 giorni, ma l’agenda era fitta. Il pezzo forte? Incontrare mia cugina che fa la au pair lì.

La cosa strana è stata la sensazione che ho provato appena arrivata: mi sentivo come se fossi a casa, un feeling naturale che ancora non mi spiego. Quando ero lì mi sembrava tutto così normale, si stava così bene… mentre ora che scrivo mi sembra passato un secolo. È come se non realizzassi nemmeno di esserci stata davvero, un sogno lontano.

Ma la vera missione del viaggio è stata un’altra: le borse di Trader Joe’s.

Bienvenidos a New York

La cosa che ci ha sconvolte di più? Io e mia mamma ci eravamo preparate psicologicamente a spiaccicare quelle tre parole in inglese che sapevamo, cercando di farci capire per strada. E invece, niente. Non c’era verso: parlavano tutti spagnolo.

Entravi nei negozi e invece di un “Hello” ti sentivi dire un caldissimo “Bienvenidos!”. Per me? Stupendo. Molto più facile comunicare così, ma decisamente non quello che ti aspetti di trovare nel bel mezzo di Manhattan. Ci siamo fatte delle risate infinite cercando di barcamenarci tra le lingue mentre passavamo da un quartiere all’altro.

Borsa shopper di tela Trader Joe's bianca e blu con logo rosso appesa a una parete chiara

Il tour dei Trader Joe's

Tra un pop-up e l’altro, siamo andate alla ricerca delle borse più virali del momento: le Tote Bags. Penso che avremo visitato letteralmente tutti i Trader Joe’s di New York. Entravamo, salutavamo (rigorosamente in spagnolo ormai) e puntavamo dritte al reparto borse.

Era diventata una sfida. Le cercavamo ovunque, confrontando i colori e la resistenza della tela. Alla fine ce l’abbiamo fatta: per me ne ho prese solo due (per ora…), ma ne arriveranno molte altre perché sono troppo belle per lasciarle lì.

Le borse sono arrivate (davvero)

Proprio come succedeva alla Balera dell’Ortica, dove le giacche di jeans finivano in un attimo perché la gente ne riconosceva subito il valore, so che anche queste mini tote avranno vita breve sullo shop. Sono quel genere di accessorio che non si spiega, si usa e basta.

Sono robuste, piccole il giusto e hanno quel fascino americano (anche se comprate parlando spagnolo) che sta bene su tutto. Le ho divise per colore, così potete scegliere la vostra preferita:

  • Rosso: quella classica, che non stanca mai.

  • Giallo: vivace, perfetta per dare un colpo di luce.

  • Verde: la mia preferita per i look più minimal.

  • Blu: seria, ma non troppo.

È stato un viaggio breve ma intenso, fatto di corse, risate e borse infilate ovunque in valigia. Adesso sono qui, pronte per voi. Ma occhio, perché come vi dicevo… ne arriveranno altre, ma queste sono le prime a “sbarcare” ufficialmente.

C

Scritto da Carlotta

Paola sceglie, io racconto. Tra Milano e Valencia.

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